Per
creare risposte reali al problema che ormai comunemente definiamo
il "DOPO DI NOI", l'AIAS nell'estate del 1988 ha costituito
la Fondazione "Vicenza Una Città Solidale",
diventata nel 2005 ONLUS. Grazie a vari lasciti e con un Consiglio
di Amministrazione costituito da Amici autorevoli che mettono
gratuitamente a disposizione le loro competenze, la Fondazione
dopo aver acquisito il complesso residenziale dalle Suore delle
Poverelle, ha ristrutturato e realizzato quattro nuclei residenziali
(Comunità Alloggio) per disabili gravi e gravissimi.
Dopo
una prima fase gestita direttamente dall'AIAS (settembre 1999
- 2002), con la costituzione della Società Cooperativa
sociale MeA - Mosaico e AIAS, la gestione è stata
trasferita direttamente alla cooperativa che agisce di concerto
con le famiglie e con l'AIAS.
Ogni quindici giorni, infatti, si riunisce il coordinamento
di gestione del quale fanno parte i dirigenti della Cooperativa,
un rappresentante dell'AIAS, uno della Fondazione e uno delle
Famiglie.
Ogni 30/40 giorni vengono riuniti i Famigliari residuali degli
Ospiti per essere informati dell'andamento generale con un confronto
franco e partecipato sulle varie problematiche.
Vengono inoltre organizzati percorsi formativi di sostegno psicologico,
informativo e di patronato.
La
Filosofia degli interventi operati dalla Cooperativa
Per servizio residenziale si intende il servizio di accoglienza
in una struttura residenziale di una persona con disabilità
per progetti personalizzati o di sostegno alla famiglia quando
questa non sia più nelle condizioni di provvedere ai
suoi diversi bisogni.
La struttura è caratterizzata da un ambiente affettivo
e valido professionalmente e strutturalmente che si prende cura
della persona in tutti i suoi aspetti e rappresenta la nuova
dimensione relazionale e di vita sociale delle persona stessa,
continuando a favorire l'integrazione e mantenendo il più
possibile il collegamento con tutte le realtà del sociale
e relazionale (centri diurni, associazioni, tempo libero, ecc.).
L'inserimento può essere a tempo indeterminato o temporaneo.
I gruppi di lavoro sono composti prevalentemente da Educatori,
Operatori Socio Sanitari; al servizio delle stesse equipe sono
presenti inoltre anche altre figure professionali addette ad
interventi riabilitativi e di consulenza psicologica, pedagogica
e medica. E' applicato il CCNL Cooperative Sociali che prevede
38 ore settimanali di cui 35 di rapporto con l'utenza e tre
di formazione e aggiornamento.
La Cooperativa Sociale ha lo scopo di perseguire l'interesse
generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione
sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi
sociali orientati, in via prioritaria, anche se non esclusiva,
alla risposta ai bisogni di persone con disabilità.
Accompagnare il percorso di vita della persona disabile giovane
e adulta, anche gravemente non autosufficiente, e del suo nucleo
famigliare, attraverso servizi residenziali di tipo familiare
e diurni attraverso i quali:
- garantire la qualità delle relazioni nel territorio
e negli ambienti sociali;
- favorire la crescita e il mantenimento delle capacità
della persona offrendo esperienze utili alla crescita educativa.
La Cooperativa Sociale, inoltre, è retta e disciplinata
secondo il principio della mutualità senza fini
di speculazione privata ed ha anche per scopo quello di ottenere,
tramite la gestione in forma associata, continuità di
occupazione lavorativa e le migliori condizioni economiche,
sociali e professionali per soci lavoratori.
Per il raggiungimento degli scopi indicati la Cooperativa è
altresì impegnata ad integrare la propria attività
con quella di altri enti cooperativi, anche quale partecipante
ai gruppi cooperativi paritetici, promuovendo ed aderendo a
Consorzi, la cooperativa aderisce al Consorzio CCS.
la solidarietà
Ci sta a cuore e Ci interessa occuparci del bene comune, del
benessere delle nostre comunità e dei nostri territori.
In particolare, all'interno di questi, di chi è in situazioni
di maggiore fragilità perché vive o convive con
la disabilità.
Siamo convinti che una società che sa guardare e assumersi
la responsabilità nei confronti delle persone che vivono
in condizione di fragilità e di svantaggio, è
una società più giusta e più umana, per
tutti.
La domiciliarità per la centralità
della persona
Ci sta a cuore e Ci interessa affermare e vivere la centralità
della persona nell'ambito della cultura della "domiciliarità".
La domiciliarità è l'intero e l'intorno della
persona che esprimiamo nella relazione di aiuto, nell'empatia,
nella congruenza, nell'accettazione incondizionata, nel ricercare
una qualità di vita autenticamente umana, che esprimiamo
nel valore ed nel significato di "casa", di memoria
e di territorio. Di domiciliarità appunto.
L'integrazione
Ci sta a cuore e Ci interessa realizzarla nella prospettiva
dell'accoglienza, dell'inclusione e della vicinanza sociale,
mettendo in relazione persone, mondi e ambienti.
Il bisogno di competenza e la formazione
continua
Ci sta a cuore e Ci interessa imparare, coltivare, praticare
e diffondere la cultura della assunzione di responsabilità
nei confronti delle nostre Comunità.
Per farlo è necessario ascoltare, capire, conoscere la
complessità e la specificità della disabilità,
delle diverse forme di organizzazione dei servizi continuando
a formarci come persone consapevoli, come soci cooperatori motivati
e motivanti, come lavoratori con una professionalità
viva.
Tre
criteri forti orientano il nostro concreto operare:
" il concetto"durante noi" orienta i nostri
servizi per persone adulte in situazione di disabilità
" il centro dell'azione della rete dei nostri servizi non
è solo la persona disabile, ma il nucleo famigliare al
cui interno vive una persona disabile
" nei nostri servizi vogliamo evitare il rischio di un
ritorno a forme di istituzionalizzazione o di sanitarizzazione
e perseguire l'inclusione e la vicinanza sociale e non la separazione
delle persone attraverso uno stile dei servizi, una modalità
di accompagnamento e scelte organizzative adeguate.
La
"gravità", e in particolare quella adulta,
il suo illuminare con radicalità la persona, la vita,
le insopprimibili domande di senso, è ciò che,
nel lavorare con le persone disabili, ci ha spinto a confermare
"la scelta educativa".
In questi anni la situazione delle persone con disabilità
grave ci ha fortemente provocato e spinto a cercare
pensieri nuovi e nuove pratiche nel gestire, progettare e rinnovare
i nostri servizi.
La gravità non può essere un alibi che porti ad
una esclusiva pratica assistenziale o alla rinuncia di possibilità
di crescita per le persone disabili.
Il concetto di "gravità" non è
assoluto; è necessario dire in rapporto a cosa
la condizione di una persona possa essere definita "GRAVE".
La scelta dell'educabilità produce la consapevolezza
di dover sempre offrire alle persone opportunità di crescita
anche accogliendo e "forzando" le resistenze che sempre
la disabilità comporta.
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